{"id":1070,"date":"2007-04-09T01:25:49","date_gmt":"2007-04-08T23:25:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lagottoromagnolo.org\/?p=1070"},"modified":"2016-03-09T01:26:37","modified_gmt":"2016-03-09T00:26:37","slug":"un-lagotto-nel-1600","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.lagottoromagnolo.org\/?p=1070","title":{"rendered":"Un lagotto nel 1600"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.lagottoromagnolo.org\/?page_id=62\">&gt; Indietro<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Una incredibile scoperta<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">di Giovanni Morsiani<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"ngg-singlepic ngg-center\" src=\"http:\/\/www.lagottoromagnolo.org\/wp-content\/gallery\/foto-sito\/storia2.jpg\" alt=\"storia2\" \/><\/p>\n<p>Come molti di voi sapranno mi occupo da sempre di storia dell\u2019arte antica. Lo studio di questo affascinante ed impegnativo aspetto della nostra cultura, mi ha impegnato negli anni ed occupa tuttora una fetta importante della mia giornata.<\/p>\n<p>In particolare lo studio e la ricerca sugli antichi maestri della pittura e della scultura \u00e8 fonte quotidiana di nuove conoscenze e rinnovate emozioni.<\/p>\n<p>Un\u2019emozione che \u00e8 diventata tangibile entusiasmo quando, alcune settimane fa, una mail della professoressa Martuzzi di Parma mi informava circa l\u2019esistenza di un dipinto molto antico riguardante il nostro lagotto. Quale la meraviglia nello scoprire poi che, a differenza delle maggior parte dei dipinti conosciuti ove si trovano raffigurati dei cani, qui il cane in questione ha il ruolo di protagonista assoluto dell\u2019opera. Incredibile vedere riemergere dall\u2019oblio del passato un dipinto bellissimo ove il nostro lagotto, raffigurato in dimensione naturale, \u00e8 il soggetto stesso della rappresentazione, al centro del quadro, armonico e quasi tangibile nelle forme e nell\u2019aspetto.<\/p>\n<p>Un\u2019emozione indicibile, che spero anche voi tutti vorrete condividere, nel constatare che il cane rappresentato nel quadro (risalente a quasi 400 anni fa) \u00e8 un lagotto in tutto e per tutto cos\u00ec come lo delinea il nostro standard morfologico moderno. Un cane che, se \u201ctirato gi\u00f9\u201d dal quadro e \u201cpreso al guinzaglio\u201d e portato in un ring di esposizione farebbe tranquillamente bella figura. Corretti i rapporti cranio &#8211; facciali, visibile la leggera divergenza, armonici i rapporti testa \u2013 tronco \u2013 arti, tipica l\u2019espressione e il colore dell\u2019iride, giusta la posizione degli occhi rispetto al cranio, corretta la disgiunzione labiale e la forma del muso, ampio il cranio, di giusta lunghezza il collo, corretta l\u2019altezza dell\u2019arto al gomito, visibilmente corretta la lunghezza del tronco che si indovina senz\u2019altro raccolto, rettilinea la linea dorsale e, dulcis in fundo, praticamente ideale il mantello, perfettamente arricciato ed incurvato ad anello, ben omogeneo su tutte le parti del corpo e, quel che pi\u00f9 conta, correttamente acconciato e di appropriata lunghezza. Questo quadro, che non esito a definire una delle pi\u00f9 straordinarie scoperte ed anche conferme legate alla nostra razza, rappresenta in pratica una \u201cfotografia\u201d di com\u2019era il Lagotto Romagnolo 4 secoli fa. Emozionante conferma, mi sia concesso affermarlo, della bont\u00e0 e giustezza del nostro lavoro di recupero durato in pratica un trentennio. Chiss\u00e0 come ne avrebbero gioito mio padre, Francesco Ballotta, Quintino Toschi, Lodovico Babini e tutti coloro che per primi, tanti anni fa, vagheggiarono il riconoscimento ufficiale della razza oggi divenuto una realt\u00e0. E che smacco per quei \u201cpoveri di spirito\u201d che troppo presto e molto imprudentemente s\u2019affrettarono a definire il nostro Lagotto Romagnolo come un piccolo \u201cbastardo\u201d dal pelo arricciato.<\/p>\n<p>Venendo al dipinto \u00e8 ben visibile l\u2019intento del pittore, certamente un grande maestro, di delineare una scena domestica ove il cane gioca il ruolo del protagonista assoluto. L\u2019uomo che indica il lagotto e con l\u2019altra mano lo cinge amorevolmente in segno di affettuoso possesso \u00e8 nientemeno che il celeberrimo Guercino (Giovanni Francesco Barbieri nato a Cento di Ferrara nel 1591 e morto a Bologna nel 1666), considerato uno dei pi\u00f9 grandi maestri della pittura italiana ed europea del \u2018600. Egli fa parte, assieme ai tre Carracci e a Guido Reni, di quella straordinaria Scuola Bolognese del \u2018600 che riveste un ruolo fondamentale nello sviluppo e nell\u2019affermarsi della pittura italiana del periodo barocco. La donna rappresentata a sinistra potrebbe essere la sorella anziana del Guercino, Lucia, o addirittura la madre o la nutrice. La donna, coi tratti rustici e vissuti di una popolana abituata ai lavori pesanti, porta in braccio un piccolo gatto nero e appese alla cintura alcune chiavi, tipiche dell\u2019epoca, riferibili ad antiche porte o mobili di quel tempo. Una rappresentazione domestica realizzata con l\u2019affetto di chi voleva fermare un attimo di vita in famiglia ove ciascuno si faceva ritrarre col proprio animale preferito.<\/p>\n<p>L\u2019expertise del dipinto realizzata dal prof. Giancarlo Sestieri di Roma (uno dei massimi esperti di questo fondamentale periodo della pittura italiana) attribuisce l\u2019opera alla bottega stessa del Guercino con particolare riferimento al nipote del maestro, Benedetto Gennari (figlio della sorella e valente pittore egli stesso) o probabilmente al fratello minore del Guercino Paolo Antonio.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lagottoromagnolo.org\/?page_id=62\">&gt; Indietro<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&gt; Indietro Una incredibile scoperta di Giovanni Morsiani Come molti di voi sapranno mi occupo da sempre di storia dell\u2019arte antica. 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