{"id":1084,"date":"2005-02-09T01:37:34","date_gmt":"2005-02-09T00:37:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lagottoromagnolo.org\/?p=1084"},"modified":"2016-03-09T01:38:33","modified_gmt":"2016-03-09T00:38:33","slug":"1084","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.lagottoromagnolo.org\/?p=1084","title":{"rendered":"Considerazioni sulla selezione del cane di razza"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.lagottoromagnolo.org\/?page_id=74\">&gt;Indietro<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">del dr. Ferdinando Bassi<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">&#8211; articolo pubblicato nel giornalino di febbraio 2005 &#8211;<\/p>\n<p>Il convegno tecnico svoltosi a Bagnara di Romagna a conclusione del Raduno dell\u2019ottobre scorso \u00e8 stato molto interessante, ha visto la presenza di numerosi allevatori ed appassionati provenienti anche da diversi paesi europei e si \u00e8 concluso con una discussione molto partecipata che ha toccato alcuni temi di grande importanza come ad esempio le patologie ereditarie e come queste vadano considerate nella selezione. E\u2019 un tema assolutamente centrale nell\u2019attivit\u00e0 di un club come il nostro e penso che meriti un approfondimento ed uno scambio di idee.<br \/>\nUn cane \u00e8 fatto di carattere, di morfologia e di salute, questi elementi sono tutti estremamente importanti e vanno attentamente considerati quando si tratta di scegliere i soggetti da utilizzare in riproduzione, non credo che gli aspetti sanitari siano pi\u00f9 importanti degli altri (mi interessa poco avere un cane perfettamente sano se a quel punto non \u00e8 pi\u00f9 un lagotto, il mio obbiettivo \u00e8 quello di avere un lagotto sano) e non condivido la scelta fatta in alcuni paesi dove si arriva all\u2019esclusione di un soggetto dalla riproduzione solamente perch\u00e9 \u00e8 portatore in una certa misura di una patologia potenzialmente trasmissibile.<br \/>\nVista la complessit\u00e0 dei caratteri da analizzare nella scelta dei riproduttori non penso che questo possa essere fatto con schemi semplici e rigidi perch\u00e9, nel momento in cui si decide l\u2019esclusione di un soggetto dalla riproduzione viene eliminato tutto quello che porta di negativo ma anche di positivo e questo comporta il rischio di perdere pi\u00f9 di quello che si pu\u00f2 guadagnare, riducendo in modo irreparabile il patrimonio genetico a cui si pu\u00f2 attingere per selezionare una razza.<br \/>\nSe ad esempio cominciamo ad escludere tutti i lagotti con displasia \u201cC\u201d, a maggior ragione, a mio avviso, dovremmo escludere quelli con problemi di carattere (timidezza\/aggressivit\u00e0), quelli che non arrivano ad un minimo di uniformit\u00e0 morfologica compatibile con lo standard o che non hanno un minimo di attitudini per il lavoro, a questo punto potremmo aver depauperato talmente il patrimonio genetico disponibile da non essere pi\u00f9 in grado di mantenere la razza. Questo rischio \u00e8 maggiore quanto pi\u00f9 e limitato il numero dei soggetti a cui si pu\u00f2 attingere in partenza, inoltre le decisioni vanno prese considerando la situazione complessiva della razza: se un certo difetto \u00e8 presente in un numero percentualmente elevato di cani, procedere con scelte drastiche di esclusione potrebbe avere un impatto troppo pesante.<br \/>\nE\u2019 poi del tutto incomprensibile che per arrivare a stabilire la possibilit\u00e0 di utilizzare o meno un certo cane in riproduzione si utilizzi un metodo estremamente grossolano come il solo esame delle caratteristiche morfo-funzionali dello stesso soggetto. Se noi esaminiamo un cane, anche nel modo pi\u00f9 approfondito, possiamo avere un\u2019idea solo del suo fenotipo (aspetto esteriore di un individuo dato dall\u2019espressione di una parte dei suoi caratteri genetici) e da questo si possono fare solo considerazioni parziali sul genotipo (caratteristiche genetiche) che invece \u00e8 la parte che ci interessa di pi\u00f9, infatti per valutare le potenzialit\u00e0 riproduttive di un soggetto a noi interessa conoscere tutti i caratteri genetici di cui \u00e8 portatore e non solo quelli che sono espressi.<br \/>\nIn tutte le specie di interesse zootecnico la valutazione dei riproduttori si basa su metodi che prendono in considerazione le caratteristiche dei discendenti di un determinato soggetto (progeny test), in questo modo si cerca di valutare quanto un individuo pu\u00f2 effettivamente trasmettere alla propria prole. Indirizzarsi verso questo tipo di ottica mi sembra il minimo nel momento in cui si vogliono fare scelte cos\u00ec importanti.<br \/>\nSe io vedo un cane che va bene a tartufi posso pensare di utilizzarlo in riproduzione, per\u00f2 solo dopo aver valutato le caratteristiche di un certo numero di figli sar\u00f2 in grado di dire se si tratta di un buon riproduttore oppure no e lo stesso discorso si pu\u00f2 fare per un campione di bellezza.<br \/>\nInoltre aumentando il numero dei caratteri che si vogliono tenere in considerazione ai fini della selezione, diventa sempre pi\u00f9 difficile definire in modo schematico le possibili scelte, se pensiamo all\u2019insieme dei caratteri morfo-funzionali per cui selezioniamo i nostri cani vediamo che questi sono molto pi\u00f9 numerosi di quelli su cui \u00e8 basata la selezione di un bovino o di un suino da carne e questo ci rende le decisioni molto pi\u00f9 complesse.<br \/>\nIo penso che gli allevatori debbano essere liberi di cercare il materiale genetico pi\u00f9 adatto ai loro progetti di selezione ma che debbano operare le loro scelte con grande responsabilit\u00e0 e cautela, facendo dei controlli accurati sulla qualit\u00e0 complessiva dei prodotti dell\u2019allevamento.<br \/>\nIn Italia sarebbe necessario almeno rendere obbligatorio, per i soggetti abilitati alla riproduzione, un controllo dal punto di vista caratteriale, morfo-funzionale e per le patologie pi\u00f9 importanti per ciascuna razza, solamente dopo aver raccolto ed analizzato una grande quantit\u00e0 di dati si potrebbe arrivare ad indicazioni vincolanti sui livelli minimi da utilizzare. Un primo passo in questa direzione potrebbe essere l\u2019introduzione di un pedigree diverso per i soggetti selezionati che l\u2019E.N.C.I. sta cercando di adottare. Verr\u00e0 rilasciato ai cani che hanno superato una serie di verifiche stabilite in base alle caratteristiche di ciascuna razza ed attester\u00e0 il possesso, da parte di quel soggetto, di una serie di caratteri che ne confermano la qualit\u00e0. Anche qui restiamo sul terreno di una semplice valutazione fenotipica ma pu\u00f2 essere uno strumento interessante per raccogliere dei dati statisticamente importanti sullo stato di una razza.<br \/>\nIn conclusione credo che non ci siano scorciatoie semplicistiche ma che la selezione vada operata studiando la razza e le linee di sangue, facendo scelte responsabili e soprattutto mettendo sempre in discussione i risultati delle nostre scelte.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lagottoromagnolo.org\/?page_id=74\">&gt;Indietro<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&gt;Indietro del dr. 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