{"id":1087,"date":"2005-08-09T01:39:41","date_gmt":"2005-08-08T23:39:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lagottoromagnolo.org\/?p=1087"},"modified":"2016-03-09T01:39:52","modified_gmt":"2016-03-09T00:39:52","slug":"un-sogno-divenuto-realta","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.lagottoromagnolo.org\/?p=1087","title":{"rendered":"Un sogno divenuto realta\u2019"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.lagottoromagnolo.org\/?page_id=74\">&gt;Indietro<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">di Giovanni Morsiani<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">&#8211; articolo pubblicato nel giornalino di agosto 2005 &#8211;<\/p>\n<p>Il riconoscimento mondiale FCI del Lagotto Romagnolo \u00e8 un evento storico per tutta la cinofilia italiana, uno di quei momenti straordinari che rimarranno per sempre impressi nella memoria soprattutto di chi, come noi, ha avuto la fortuna e l\u2019opportunit\u00e0 di vivere questa indimenticabile \u201cavventura\u201d fin dagli inizi.<br \/>\nIn 123 anni di cinofilia ufficiale in Italia (l\u2019ENCI, allora Kennel Club Italiano, fu fondato nel 1882) non era mai successo prima che una razza canina nazionale pervenisse al riconoscimento mondiale FCI partendo da zero. E noi, col Lagotto, siamo veramente partiti da zero, mentre la razza, totalmente sconosciuta a chi non fosse un vecchio romagnolo, stava per precipitare nell\u2019abisso senza ritorno dell\u2019estinzione.<br \/>\nGi\u00e0 in queste semplici, iniziali considerazioni, \u00e8 contenuta la portata storica del fantastico risultato ottenuto dopo 28 anni di intenso e appassionato impegno in favore del piccolo \u201cre dei boschi\u201d della terra di Romagna.<br \/>\nQuante persone adesso vorrei ringraziare, quante mani vorrei stringere, come mi piacerebbe poter commentare con chi non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 questo magico momento. Le insormontabili barriere del tempo non hanno consentito a Lodovico Babini, a Francesco Ballotta, ad Antonio Morsiani, a Quintino Toschi, di prendere parte alla nostra gioia. Sono per\u00f2 sicuro che, Lass\u00f9, da qualche parte, seduti ancora una volta attorno ad un camino acceso sorseggiando un buon bicchiere di Albana passita, non potranno fare a meno di sorridere soddisfatti per l\u2019incredibile successo ottenuto dalla loro \u201ccreatura\u201d cinofila. Come non condividere, dunque, anche con questi grandi pionieri, la consacrazione mondiale della nostra razza.<br \/>\nSe penso a quanti anni sono passati, a quelle lunghe serate trascorse a ricostruire le linee di sangue della razza attraverso le vecchie storie dei tartufai, ad ascoltare le loro memorie intrise di sapore antico, a sorridere per le colorite descrizioni di questo o quel personaggio e delle doti, sempre messe in discussione o esaltate all\u2019eccesso, di questo o quel cane. Fantastici racconti di gente umile ma genuina da cui trasuda e si ricompone la civilt\u00e0 millenaria della nostra Terra. E il Lagotto sempre con loro, ausiliario prezioso nel lavoro di valle o del bosco e inseparabile compagno nella buona e nella cattiva sorte, come ci narrano le sbiadite vicende di quelle famiglie di scarriolanti romagnoli, i quali, rimasti senza lavoro al di qua dell\u2019Appennino, andavano sul finire dell\u2019800, con famiglia e cani al seguito, a cercar fortuna in terra di Toscana.<br \/>\nIl Lagotto si \u00e8 salvato anche grazie a questa gente, a questi oscuri personaggi che la grande storia sempre dimentica, ma che rappresentano il tessuto connettivo di quel mondo rurale di cui il Lagotto \u00e8 espressione purissima. Noi non li abbiamo dimenticati, siamo andati a ricercarli per ricostruire, attraverso i loro ricordi, la storia della razza, rimanendo nel solco rispettoso di quella tradizione secolare che ce l\u2019ha tramandata. Un indispensabile punto di partenza per i miei lunghi anni di ricerche storiche nelle pieghe del folclore, del dialetto, di antiche vicende e fatti ormai lontani, magari appena accennati nelle pagine ingiallite di vecchi libri riemersi per un attimo dal buio di polverosi scaffali.<br \/>\nE poi i primi raduni, le prime, timide, presenze \u201cfuori concorso\u201d, quasi \u201cchiedendo permesso\u201d, nelle esposizioni ufficiali dell\u2019ENCI. E poi ancora le misurazioni biometriche di mio padre, la stesura dello Standard, la fondazione del Club, Il Libro Aperto, il LIR, il primo tanto auspicato riconoscimento dell\u2019ENCI, quello provvisorio della FCI (dieci anni fa), il mio libro sulla razza e, adesso, il raggiungimento della vetta, l\u2019Everest della cinofilia. Un caleidoscopio di eventi, vicissitudini, sacrifici, discussioni anche aspre, gioie, dolori, delusioni, attese, rinunce, soddisfazioni. Pi\u00f9 di un quarto di secolo durante il quale il Lagotto ha fatto breccia nei nostri cuori, si \u00e8 creato un suo spazio importante fra le nostre passioni cinofile, \u00e8 diventato \u201cgrande\u201d assieme a noi. Ci ha aiutato a riscoprire le nostre tradizioni, lui espressione tipicissima di quella \u201ccivilt\u00e0 di nicchia\u201d che ha fatto del \u201cmade in Italy\u201d una realt\u00e0 apprezzata in tutto il mondo.<br \/>\nTanti anni fa, quando guardai per la prima volta negli occhi un piccolo Lagotto (abituato com\u2019ero ai grandi San Bernardo) ebbi subito la netta impressione che quel cane avrebbe fatto strada, perch\u00e8 dietro gli occhi sognanti di quel piccolo cane traspariva un non so che di buono, di positivo, di allegro, si dipanava un lungo racconto di vecchie cucine col focolare sempre acceso, di odori di grano maturo portati dal vento, di caldi ed umidi sentori di stalla, di profumo di brodo la domenica, di levate all\u2019alba con la galaverna che crocchia sotto i tuoi piedi, di nuotate nei guazzi vallivi, di estenuanti maratone su e gi\u00f9 per i pendii delle nostre montagne o lungo gli argini dei fossi e dei torrenti, laddove querce, tigli e pioppi regnano sovrani. E dove cresce quel prezioso frutto del sottosuolo chiamato \u201ctartufo\u201d.<br \/>\nQuell\u2019impressione divenne certezza quando una sera, in televisione, vidi uno dei nostri pi\u00f9 incalliti e \u201crustici\u201d tartufai, come tanti altri inizialmente poco propenso ad \u201cesibire\u201d i cani in mostre di bellezza ufficiali, presentarsi in smoking col suo Lagotto ad uno dei pi\u00f9 noti concorsi nazional-popolari di bellezza canina. Un\u2019incredibile trasformazione, in qualche modo una legittimazione, cui il detto \u201cdalle stalle alle stelle\u201d bonariamente s\u2019adatta.<br \/>\nProprio in quest\u2019ora, in cui a casa mia, con la scomparsa di mia madre, un lungo libro di storia familiare si chiude e un altro sta per aprirsi, il riconoscimento mondiale del Lagotto, tanto agognato, rende il momento per me meno doloroso, serve in qualche modo a riannodare dolcemente il filo di un discorso interrotto.<br \/>\nA questo punto desidero accomunare nel giubilo tutti i dirigenti ed i soci del CIL che, in questo lunghissimo periodo, si sono succeduti nel Club. Il clamoroso risultato ottenuto \u00e8 la prova evidente che solo l\u2019unit\u00e0 d\u2019intenti, la determinazione, la forza di saper ricomporre e superare le discordie interne, sono la chiave di volta dell\u2019attuale successo. Di cui tutti adesso si stanno giovando, a cominciare dal Ministro Alemanno, che ci onora e che ringraziamo per le sue espressioni di compiacimento. Si tratta naturalmente di un particolare motivo di orgoglio e di prestigio anche per l\u2019ENCI, che ci fa molto piacere e che siamo ben felici di poter condividere con il nostro storico Ente. Condivisione e sostegno che anche la nostra delegazione provinciale ENCI Gruppo Cinofilo Ravennate ci ha sempre garantito in tanti anni.<br \/>\nQuesto sentimento di compartecipazione ci avvicina particolarmente a tutti i clubs esteri del Lagotto, riuniti sotto la bandiera dell\u2019U.M.LAG.<br \/>\nUn particolare, affettuoso ringraziamento e riconoscimento, desidero per\u00f2 riservarlo agli amici di sempre Nieves Lenzi Tirapani, Gilberto Grandi, Lucia Babini, Isabella Montevecchi e, \u201cdulcis in fundo\u201d, a mia moglie Dinora, che formarono il primo nucleo di studio e recupero della razza ed ai quali si devono le fondamenta di tutto il lavoro successivo. Gilberto Grandi, a lungo vice presidente del CIL e poi delegato dell\u2019ENCI presso il CIL, \u00e8, sin dal primo riconoscimento ENCI, uno dei nostri pi\u00f9 apprezzati giudici specialisti.<br \/>\nParafrasando quanto ebbi modo di scrivere nel mio libro sulla razza, il riconoscimento mondiale della FCI \u00e8 un giusto tributo ad un cane antico, un piccolo compagno di vita dal pelo ricciuto. La sua storia si fonde e si integra con quella degli usi e costumi della nostra regione. Per questo se un giorno vi capitasse di incrociare, nelle umide mattinate di autunno delle colline di Romagna o fra le fredde nebbie della bassa pianura, un piccolo cane di campagna dall\u2019espressione dolce e attenta insieme con una figura solitaria e schiva che, senza fretta, s\u2019avviano verso una loro meta misteriosa, osservateli con rispetto: camminano insieme da secoli; il tempo e le vicende umane non hanno scalfito la loro intesa.<br \/>\nEssi vivono ancora, oscuri testimoni di un passato che ritorna.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lagottoromagnolo.org\/?page_id=74\">&gt;Indietro<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&gt;Indietro di Giovanni Morsiani &#8211; articolo pubblicato nel giornalino di agosto 2005 &#8211; Il riconoscimento mondiale FCI del Lagotto Romagnolo \u00e8 un evento storico per tutta la cinofilia italiana, uno di quei momenti straordinari che rimarranno per sempre impressi nella <span class=\"excerpt-dots\">&hellip;<\/span> <a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.lagottoromagnolo.org\/?p=1087\"><span class=\"more-msg\">Continua a leggere &rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-1087","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-bellezza"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.lagottoromagnolo.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1087","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.lagottoromagnolo.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.lagottoromagnolo.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.lagottoromagnolo.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.lagottoromagnolo.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1087"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.lagottoromagnolo.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1087\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1088,"href":"http:\/\/www.lagottoromagnolo.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1087\/revisions\/1088"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.lagottoromagnolo.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1087"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.lagottoromagnolo.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1087"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.lagottoromagnolo.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1087"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}