{"id":1106,"date":"2015-07-09T01:54:56","date_gmt":"2015-07-08T23:54:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lagottoromagnolo.org\/?p=1106"},"modified":"2016-03-09T01:55:08","modified_gmt":"2016-03-09T00:55:08","slug":"osservatorio-del-giudice-e-del-presidente-sulla-mondiale-di-milano-2015","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.lagottoromagnolo.org\/?p=1106","title":{"rendered":"Osservatorio del giudice e del Presidente sulla mondiale di Milano 2015"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.lagottoromagnolo.org\/?page_id=74\">&gt;Indietro<\/a><\/p>\n<div>Mentre gli echi\u00a0di quella\u00a0straordinaria &#8220;kermesse&#8221; che \u00e8 stata la Mondiale Canina di Milano 2015, non si sono ancora\u00a0spenti, mi guardo indietro, non senza un po&#8217; di nostalgia e ne approfitto per fare alcune considerazioni &#8220;a caldo&#8221;. Nelle quali, &#8220;una tantum&#8221;, vorrei accomunare tutti e due i &#8220;miei&#8221; club&#8221;, quello del San Bernardo e quello del Lagotto Romagnolo. Col tempo e &#8220;a freddo&#8221;\u00a0si faranno ulteriori approfondimenti e bilanci.<\/div>\n<div>Abbiamo senz&#8217;altro vissuto un evento straordinario, forse irripetibile e certamente unico, almeno per l&#8217;Italia. Ho\u00a0preso parte\u00a0come espositore e come giudice a\u00a0molte mondiali ed europee FCI\u00a0(a partire da quella prima mondiale italiana di Verona\u00a0del lontano 1980), ma devo rilevare, senza alcun dubbio,\u00a0che mai come in questa circostanza efficienza organizzativa, stile italiano, creativit\u00e0 latina, passione, capacit\u00e0 di &#8220;fare squadra&#8221;, spettacolo, zootecnia,\u00a0sono state coniugate cos\u00ec bene, nonostante le dimensioni\u00a0gigantesche dell&#8217;evento (30.000 iscritti, record mondiale di tutti i tempi)\u00a0potessero\u00a0diventare la prima possibile causa di scompensi e disagi. Ovviamente, com&#8217;era inevitabile,\u00a0alcune problematiche anche abbastanza rilevanti\u00a0sono emerse, ma, a voler essere sinceri, soprattutto cercando di avere una visione d&#8217;insieme obiettiva e scevra da pregiudizi e particolarismi, l&#8217;evento \u00e8 stato davvero grandioso,\u00a0eccezionale, emozionante, a tratti anche commovente.<\/div>\n<div>Per quanti, come me, mia moglie, i miei famigliari\u00a0e coloro, soci dei due club,\u00a0che, a diverso titolo ma con granitica passione, sacrificio personale\u00a0e &#8220;vero spirito di squadra&#8221;, contribuendo in modo determinante\u00a0all&#8217;esito straordinario\u00a0dell&#8217;evento, hanno vissuto in prima persona tutta la lunghissima vigilia (due anni fa gi\u00e0 chiedevamo all&#8217;ENCI gli spazi per gli stand), le tante nottate insonni per ideare e creare i\u00a0fondali degli stand dei due club, le edizioni speciali delle nostre riviste di club\u00a0&#8211;\u00a0tutte realizzazioni rivelatesi\u00a0fondamentali\u00a0(San Bernardo e Lagotto Romagnolo),\u00a0i mesi di preparazione per la scelta non facile di come realizzare il tutto\u00a0praticamente, le fatiche dei carichi e dei\u00a0trasporti nottetempo andata e ritorno, degli\u00a0allestimenti alquanto complessi, della settimana di gestione e poi anche dello\u00a0smontaggio, gli adempimenti burocratici ed amministrativi\u00a0(tutti risolti grazie alla nostra comune determinazione e alla bravura delle nostre segreterie), si \u00e8 trattato di un&#8217;esperienza davvero\u00a0incredibile. La stanchezza di questi giorni trova appagamento nella sensazione di aver fatto\u00a0quasi una specie di &#8220;miracolo&#8221;, in definitiva\u00a0un\u00a0eccellente lavoro in favore esclusivo\u00a0delle nostre amate razze, con momenti di gioia condivisa e di intrinseca difficolt\u00e0,\u00a0dove anche il pi\u00f9 piccolo contributo di ciascuno ha avuto un suo spazio utile, una sua visibilit\u00e0, un suo senso logico finalizzato a fornire la migliore immagine possibile del grande lavoro (tecnico, prima di tutto, ma anche d&#8217;immagine) che, da tanti anni, sono prerogativa di questi due club, di cui mi onoro di essere presidente. Un vero e proprio &#8220;punto d&#8217;arrivo&#8221; per i nostri sodalizi, una grande capitolo che si \u00e8 chiuso e dal quale dobbiamo ripartire con rinnovato entusiasmo e la consapevolezza di essere in grado, se soltanto lo desideriamo e riusciamo ad essere uniti,\u00a0di &#8220;fare la differenza&#8221; per le nostre due razze. Ora, come si \u00e8 soliti\u00a0dire, &#8220;ci siamo contati davvero&#8221;, abbiamo cio\u00e8 potuto verificare &#8220;sul campo&#8221; chi c&#8217;\u00e8 e chi non c&#8217;\u00e8, al di l\u00e0 di ogni ragionevole dubbio. E, credetemi, chi non ha sentito la necessit\u00e0 di esserci (anche solo col cuore ed il pensiero), in questa particolare, unica circostanza, non potr\u00e0 avere prove d&#8217;appello per il futuro. Limitandosi a fare l&#8217;unica cosa che, in questo momento,\u00a0appare davvero appropriata: tacere.<\/div>\n<div>Siate dunque orgogliosi, cari soci del Club Italiano San Bernardo &#8220;Antonio Morsiani&#8221; e del Club Italiano Lagotto &#8220;Quintino Toschi&#8221;, di far parte di due sodalizi che, alla &#8220;prova del nove&#8221;,\u00a0pur fra tante difficolt\u00e0, hanno\u00a0saputo dare\u00a0davvero il meglio di s\u00e9 al cospetto del mondo, per la nostra razza, i nostri allevatori, i nostri soci, i nostri club, la nostra storia cinofila. Ne \u00e8 la migliore conferma istituzionale il messaggio da me ricevuto due giorni orsono dalla direzione dell&#8217;ENCI, di concerto con la presidenza della FCI,\u00a0ove mi si comunica che riceveremo presto\u00a0una &#8220;Menzione d&#8217;Onore con Diploma di Merito&#8221; per &#8220;i due stand meglio allestiti, pi\u00f9 didattici ed informativi&#8221; di tutta la Mondiale di Milano 2015. Un risultato straordinario, in linea con la nostra tradizione ma comunque inatteso,\u00a0se si considera che i sodalizi dell&#8217;ENCI sono centinaia e che i nostri sono\u00a0comunque piccoli club,\u00a0in confronto a club di razza che vantano anche decine di migliaia di associati. Dunque con budget annui,\u00a0derivanti dai tesseramenti, di molte decine o centinaia di volte i nostri. Ci\u00f2 nonostante li abbiamo davvero &#8220;battuti&#8221; tutti. E chi \u00e8 venuto a trovarci durante la Mondiale, nel grande padiglione 22 (agli stand 25 e 29, come dimenticarli),\u00a0ha potuto constatarlo di persona, senza ombra di dubbio. Il presidente dell&#8217;ENCI, Dino Muto (che\u00a0anche da queste pagine desidero ringraziare assieme a tutti i consiglieri\u00a0e collaboratori dell&#8217;ENCI), venuto pi\u00f9 volte in visita ai nostri stand (sia in fase di allestimento che durante la mondiale) ha affermato, senza usare mezzi termini: &#8220;stand mondiali per una vera mondiale&#8221;. Qualcuno degli illustri visitatori (dal presidente FCI, Rafael de Santiago, dai presidenti di molti club di razza italiani ed esteri fino ai tanti consiglieri e dirigenti dell&#8217;ENCI e della FCI e\u00a0ai semplici appassionati) ha anche aggiunto: \u00a0&#8220;sembrate delle Formula Uno in mezzo a dei Go-Kart&#8221;. Altri hanno definito i nostri stand &#8220;sale museali dedicate alle due razze&#8221;. Bont\u00e0 loro, certamente, per cui li ringraziamo di cuore.,\u00a0Ma questo \u00e8 il segno inequivocabile dell&#8217;apprezzamento tangibile\u00a0della FCI, dell&#8217;ENCI e dei cinofili italiani ed esteri per\u00a0il nostro grande sforzo teso ad onorare davvero la Mondiale italiana, esaltando, attraverso un\u00a0ideale racconto fotografico riguardante\u00a0la storia, il lavoro, i caratteri morfologici e gli studi di molti decenni,\u00a0le doti uniche delle nostre due razze. Un&#8217;occasione irripetibile in Italia\u00a0almeno per i prossimi 15\/20 anni e che dunque le generazioni attuali di sambernardisti e lagottisti (ed i loro cani del momento, ovviamente)\u00a0non potevano di certo mancare.<\/div>\n<div>Come ho avuto modo di affermare durante il convegno mondiale sul Lagotto Romagnolo di mercoled\u00ec 10 giugno (avrei poi giudicato i circa 145 Lagotti il giorno successivo), condiviso col caro amico di sempre Paolo Alessandrini (vicepresidente del Club del Lagotto)\u00a0&#8220;oggi i tanti che mi sorridono saranno di certo meno numerosi domani alla stessa ora!&#8221; E lo stesso\u00a0potrei dire per i circa 85\u00a0Cani di San Bernardo (che ho giudicato poi\u00a0il venerd\u00ec 12 giugno). \u00a0Purtroppo questa \u00e8 l&#8217;antica legge delle esposizioni canine, non diversa da quella ineluttabile di tutti quegli eventi sportivi, culturali, artistici, dove una giuria di esperti\u00a0\u00e8 chiamata ad esprimere una valutazione di merito di tipo &#8220;soggettivo&#8221;.\u00a0 Mio padre sosteneva che &#8220;le mostre canine sono produttrici di tantissime sconfitte e di pochissime vittorie&#8221;. Qui, in realt\u00e0,\u00a0non vince il cane che &#8220;va pi\u00f9 veloce&#8221; n\u00e9, tanto meno, quello che &#8220;fa il salto pi\u00f9 alto o pi\u00f9 lungo&#8221;(meriti &#8220;oggettivi&#8221; misurabili in modo indiscutibile), qui vince (e dovrebbe essere sempre cos\u00ec) il cane le cui regioni anatomiche, armonicamente fuse fra loro\u00a0fino a formare una sorta di &#8220;sinfonia morfo-funzionale&#8221;, pi\u00f9 lo avvicinano allo Standard di razza e a quel concetto di &#8220;Bellezza armonica di adattamento ad una funzione&#8221; che \u00e8 la sola da ricercarsi in Cinognostica. Secondo\u00a0l&#8217;opinione, appunto,\u00a0&#8220;soggettiva&#8221;\u00a0del giudice-esperto chiamato all&#8217;arduo compito. Che, soprattutto se &#8220;specialista di razza&#8221;,\u00a0dovrebbe essere\u00a0paragonabile, per esempio,\u00a0ad un vero studioso d&#8217;arte antica il quale, a differenza di un normale osservatore di opere d&#8217;arte,\u00a0possiede le facolt\u00e0 intellettuali e culturali\u00a0specifiche per\u00a0&#8220;comprendere nel profondo il messaggio dell&#8217;artista&#8221;, se\u00a0esiste, fino a\u00a0&#8220;poterne leggere la mano autografa\u00a0e dunque la firma&#8221;, pur se apparentemente invisibili.\u00a0Il &#8220;messaggio morfologico&#8221; di un cane \u00e8 costituito dal suo aspetto esteriore conforme al massimo grado al\u00a0&#8220;TIPO&#8221; di razza, all&#8217;espressione nobile, al portamento, al dinamismo funzionale\u00a0espresso attraverso il movimento. La &#8220;firma&#8221; di un cane \u00e8 rappresentata dalla sua aderenza, maggiore o minore,\u00a0a quel &#8220;modello ideale&#8221; che ogni vero giudice ed allevatore dovrebbe sempre avere presente e poi\u00a0ricercare con passione consapevole\u00a0sui ring\u00a0di tutto il mondo e in riproduzione.\u00a0Anche i cani, dunque, sono e possono essere delle vere e proprie &#8220;opere d&#8217;arte della Natura&#8221;, dove l&#8217;Uomo ha messo del suo, naturalmente,\u00a0ma dove quell&#8217;insondabile margine di imponderabilit\u00e0 (che esce dalle regole della genetica, degli standard e dalla spettacolarizzazione delle\u00a0mostre canine) \u00e8 la traccia evidente dell&#8217; onnipresente &#8220;Mano di Dio&#8221;.<\/div>\n<div>A volte, da bordo ring (o, peggio, essendo assenti, osservando\u00a0i cani \u00a0solo attraverso foto spesso estemporanee), gli appassionati possono non avere le stesse percezioni che ha il giudice dentro il ring.\u00a0Il giudice\u00a0ha la fortuna di &#8220;guardare negli occhi il cane&#8221; (e qualche volta anche in bocca!!!), di toccarlo, di valutarne le sfumature morfologiche che possono fare la differenza. Osservare, toccare\u00a0e valutare un quadro o una scultura &#8220;dal vero&#8221; \u00e8 ben diverso che farlo attraverso una foto. \u00a0Si tratta,\u00a0in pratica, di\u00a0una &#8220;visuale privilegiata&#8221;, appannaggio esclusivo del giudice e spesso determinante per motivare le sue scelte. Secondo le mie abitudini, non condividendo in linea di principio l&#8217;obbligo che avevamo noi giudici della mondiale\u00a0di non redigere i giudizi scritti (giustificato solo dall&#8217;altissimo numero di iscrizioni e dalla conseguente carenza di tempo), ho in ogni caso formulato a voce alta\u00a0i miei giudizi di ogni soggetto, in almeno 4 o 5\u00a0diverse lingue (secondo il paese di provenienza o l&#8217;espressione linguistica dell&#8217;espositore). Desideravo infatti che restasse comunque una\u00a0traccia tecnica delle mie valutazioni e del perch\u00e9 delle mie scelte\u00a0su ogni singolo soggetto. Anche se qualcuno da casa (e mi riferisco in particolare\u00a0al San Bernardo), probabile supporter di altri standard e tipologie, forse sperava il contrario (!), ovviamente ho giudicato secondo i dettami dello STANDARD FCI. E, d&#8217;altro canto, non poteva andare diversamente da cos\u00ec: chi scrive \u00e8 un giudice FCI, la Mondiale\u00a0\u00e8 l&#8217;evento principale della FCI dove sono in vigore i regolamenti FCI, l&#8217;ENCI (ente organizzatore) \u00e8 uno dei membri principali della FCI, tutte le razze canine pure presenti alla mondiale\u00a0hanno uno Standard FCI che deve essere rispettato &#8220;alla lettera&#8221;. Non ci sono alternative possibili. E su questo irrinunciabile punto dobbiamo fare chiarezza una volta per tutte!<\/div>\n<div>Per quanto riguarda il Cane di San Bernardo, finch\u00e8 nel mondo esisteranno TRE Standard (FCI, Inglese ed Americano) ed una sequela di interpretazioni morfologiche alcune delle quali, come pi\u00f9 volte ribadito, non in armonia con i loro stessi standard di riferimento e, soprattutto, alquanto distanti da quel pi\u00f9 volte menzionato &#8220;cane da lavoro abbellito&#8221;, delineato dallo Standard FCI ed erede della tradizione storica della razza,\u00a0che dovrebbe costituire il nostro &#8220;modello ideale&#8221; (si vedano a questo proposito\u00a0i &#8220;Commenti allo Standard&#8221; di mio padre), ci dovremo ogni giorno\u00a0confrontare\u00a0coi sostenitori di questa o quella tipologia.\u00a0UN CONFRONTO CHE NON DEVE PERO&#8217;\u00a0MAI SCONFINARE IN UNA SORTA DI &#8220;GUERRA VERBALE&#8221;\u00a0PRIVA DI\u00a0CONCRETE E CREDIBILI\u00a0ARGOMENTAZIONI CINOTECNICHE A SUPPORTO DELLE PROPRIE OPINIONI. Il pensiero di ciascuno\u00a0infatti, com&#8217;\u00e8 giusto, (anche se in contrasto col nostro), deve essere sempre rispettato. Chi lo esprime, per\u00f2, (anche per non\u00a0sottrarre\u00a0legittimit\u00e0 e forza alle proprie opinioni)\u00a0dovrebbe\u00a0sempre\u00a0esternarlo in modo altrettanto rispettoso, educato\u00a0e, soprattutto,\u00a0sostenuto da serie argomentazioni cinotecniche\u00a0e non invece, come in questo caso ed anche in altre circostanze,\u00a0soltanto da affermazioni fini a se stesse e\u00a0gratuitamente offensive nei confronti di questo o quel cane (che ha l&#8217;unico difetto, forse, di non appartenergli), o contro questo o quel allevatore o giudice. E qui mi riferisco, in particolare, ad alcuni sambernardisti stranieri (e qualche italiano non socio del club, come sempre i soliti incauti\u00a0e pervicaci\u00a0sputasentenze, peraltro),\u00a0ovviamente non presenti di persona alla Mondiale, quasi\u00a0tutti\u00a0originari di paesi, quelli\u00a0stranieri,\u00a0in cui non\u00a0esiste una tradizione storica di allevamento della razza, che hanno certamente\u00a0tutto il diritto di non prediligere i cani di San Bernardo di &#8220;tipo FCI&#8221;\u00a0(si tratta di una loro\u00a0libera scelta che rispettiamo), ma\u00a0non possono per\u00f2 permettersi il lusso di denigrare ed offendere pubblicamente e gratuitamente i giudici FCI e, di conseguenza, i cani da loro prescelti, ovviamente di &#8220;tipo FCI&#8221;, trattandosi, come nel caso specifico,\u00a0di una &#8220;Mondiale FCI&#8221;. Ancora una volta consiglio loro, per &#8220;schiarirsi le idee&#8221;,\u00a0di andarsi a leggere (se non lo hanno ancora fatto) e magari a &#8220;studiare&#8221;, i gi\u00e0 menzionati e pi\u00f9 volte pubblicati\u00a0&#8220;Commenti allo Standard&#8221; di mio padre, il Dr. Antonio Morsiani (di cui proprio quest&#8217;anno ricorrono i 20 anni dalla scomparsa). Utile anche lo studio (pubblicato in italiano ed inglese sul sito del CISB e nell&#8217;ultima rivista speciale edita in occasione della Mondiale) realizzato dal sottoscritto e dal dr. Streparola ed intitolato &#8220;Facciamo quadrato attorno al vero Cane di San Bernardo &#8211; Take a stand\u00a0in defense of\u00a0the true Saint Bernard Dog&#8221;. Oltre ad un &#8220;Manuale di Buona Educazione&#8221; (che potrebbe tornargli utile). Oppure, magari,\u00a0di dedicarsi anima e corpo\u00a0all&#8217;alterazione morfo-funzionale di altre razze canine. Di &#8220;OGM&#8221; \u00e8 pieno il mondo!<\/div>\n<div>Ritornando ai cani, i San Bernardo presenti alla mondiale, salvo rare eccezioni estremamente evidenti, erano tutti in linea con lo Standard FCI. Le mie scelte, condivise sotto l&#8217;aspetto\u00a0cinotecnico e di principio,\u00a0anche dal mio caro amico e collega dr. Gianluigi Streparola (che ha giudicato il raduno il giorno precedente), sono andate verso quei cani che rappresentavano, secondo il mio parere, il miglior &#8220;compromesso morfologico&#8221; fra tipo di testa, espressione nobile, buona costruzione, proporzioni corrette\u00a0e struttura, taglia, ossatura e buon movimento. In particolare vorrei segnalare un paio di maschi a pelo corto (fra i quali il campione mondiale da me scelto), entrambi di ottima taglia, buona struttura ed eccellente movimento. Molto valida anche la femmina a pelo corto campionessa del mondo (che poi ha fatto il BOB), eccellente per taglia, costruzione e, soprattutto,\u00a0movimento, con testa di buona fattura anche se un po&#8217; mascolina e con espressione che vorrei per\u00f2 pi\u00f9 distinta. \u00a0Fra le cagne a pelo corto, alcune di grande mole ed ottima struttura,\u00a0ho visto per\u00f2\u00a0qualche cranio un po&#8217; piatto e convergenza degli assi cranio-facciali non sempre\u00a0cos\u00ec evidente come prescritto.\u00a0Quanto ai pelo lungo devo dire che le prime tre femmine in classe campioni spiccavano nettamente per tipo, grande taglia, struttura poderosa, eccellenti teste, ossature, asciuttezza generale e buone costruzioni (particolarmente eccellenti groppe e corrette angolazioni)\u00a0e movimento. Ho inteso privilegiare la cagna (che poi ha fatto il BOB ed il BIS)\u00a0in assoluto pi\u00f9 nobile come portamento, figura, rapporti testa-tronco-arti,\u00a0forma dell&#8217;occhio ed espressione, davvero rara a trovarsi oggi in Europa. Come ho detto anche durante il giudizio, ognuna di queste tre magnifiche cagne avrebbe potuto ottenere il titolo mondiale senza alcuna difficolt\u00e0. Buone anche le femmine in libera fra le quali spiccava un&#8217;ottima cagna tipica e distinta, con ideali proporzioni ed eccellente tipo di testa, anche se non nelle migliori condizioni di forma. Eccellente anche la seconda, migliore della prima come testa, ma non altrettanto nella dentatura. Entrambe accederanno senza fatica al campionato.\u00a0Anche fra i maschi a pelo lungo (sia in intermedia, che in libera e campioni) c&#8217;erano alcuni soggetti davvero eccellenti per tipo, mole, ossatura e movimento. Ben conosciuti e quasi tutti meritevoli del titolo di campione i soggetti iscritti in questa classe. Uno di loro, con avambracci solo un filo corti,\u00a0ha ottenuto il premio speciale per la miglior testa, molto vicina al tipo ideale per rapporti cranio-muso, occhio romboidale con espressione nobile, quadratura di muso, spigolosit\u00e0 ed ampiezza del cranio e del tartufo, muso di profilo avente lo stesso raggio di curvatura del cranio (caratteristica etnica).\u00a0Ho scelto come campione del mondo fra i maschi a pelo lungo\u00a0un\u00a0soggetto ancora molto\u00a0giovane, proveniente dalla classe intermedia,\u00a0ma gi\u00e0 estremamente tipico, armonico, con testa davvero eccellente, ideale forma dell&#8217;occhio ed espressione nobile, di media taglia (dunque non grandissimo)\u00a0ma con arti ben lunghi ed ideali angoli del posteriore, ben supportato da una groppa ideale,\u00a0orizzontale, lunga e larga e dotato, fra l&#8217;altro, del miglior movimento di tutto il lotto. Un cane molto interessante\u00a0che potrebbe, a mio parere,\u00a0&#8220;mettere d&#8217;accordo&#8221; i\u00a0supporter dei tre standard della razza, per tipo corretto, testa, giuste proporzioni, ossatura, colore,\u00a0costruzione e movimento. Se la WUSB decider\u00e0 in\u00a0un futuro prossimo di ripartire dalle origini\u00a0perseguendo in modo pi\u00f9 deciso\u00a0il suo motto ideale &#8220;ONE BREED, ONE STANDARD &#8211; UNA SOLA RAZZA CON UN SOLO STANDARD&#8221; questo cane potrebbe essere citato ad esempio. \u00a0Nella libera spiccava un giovane maschio gigantesco (ben oltre i 90 cm. al garrese) dotato di una testa impressionante per cranio, quadratura e ampiezza del muso, piattaforma anteriore estesa ed a forma di trapezio isoscele rettangolo (caratteristica etnica importantissima), dotato di un ottimo movimento sia di fronte che di profilo. Alcune imperfezioni della linea dorsale e l&#8217;espressione non altrettanto nobile di altri soggetti non gli hanno consentito di imporsi a livello assoluto. Un cane sicuramente interessante, comunque, per la riproduzione. Di ottimo valore i giovani, soprattutto quelli a pelo lungo, con alcuni maschi di grandissima taglia ed eccellente tipo di testa (particolarmente il primo ed il terzo). Il maschio (che poi ha fatto il BIS dei giovani) era il pi\u00f9 corretto del lotto, anche se ovviamente, come\u00a0gli altri\u00a0suoi coetanei, ancora molto immaturo. Buona anche la vincitrice fra le giovani a pelo lungo, armonica, con giuste proporzioni ed eccellente movimento.<\/div>\n<div>Esemplare la sportivit\u00e0 degli espositori e l&#8217;atmosfera da vero evento mondiale, un po&#8217; meno la segreteria di ring, purtroppo non all&#8217;altezza della situazione, tanto da determinare una serie di\u00a0errori telematici nella trasmissione dei numeri dei vari vincitori al pre-ring d&#8217;onore. Che, cosa inammissibile, ha causato l&#8217;esclusione dei vari campioni mondiali San Bernardo dai raggruppamenti del ring d&#8217;onore stesso. Son cose che non dovrebbero mai accadere, soprattutto in un&#8217;occasione importantissima ed\u00a0irripetibile come questa. Un &#8220;buco nero&#8221; organizzativo, che mi dicono accaduto anche in altri ring\u00a0(non dipendente, ovviamente,\u00a0n\u00e9 dal giudice n\u00e9 dal club n\u00e9, tanto meno,\u00a0dagli espositori), che comunque non deve modificare troppo\u00a0il nostro giudizio complessivamente pi\u00f9 che onorevole sulla\u00a0manifestazione.<\/div>\n<div>Quanto ai Lagotti Romagnoli si \u00e8 trattato di un vero e proprio &#8220;show nello show&#8221;, per numero davvero eccezionale (circa 230 iscrizioni fra raduno (85), ottimamente giudicato dall&#8217;amico specialista Gen. Domenico Milillo, e mondiale vera e propria (giudicata dal sottoscritto, con 145 iscritti). Un numero di cani che ci pone al secondo posto assoluto fra tutte le razze italiane (dopo il Cane Corso). Straordinario per omogeneit\u00e0 morfologica\u00a0l&#8217;insieme dei cani che mi sono stati presentati, pur se provenienti da molti paesi europei ed anche extra-europei. Ci\u00f2 \u00e8 il segno inequivocabile di quell&#8217;instancabile lavoro di selezione che da decenni viene portato avanti, di concerto col nostro CIL, dai tanti club esteri che da anni\u00a0ci onorano costantemente\u00a0(anche alle prove di lavoro)\u00a0con presenze qualificate sicuramente\u00a0all&#8217;altezza dei\u00a0migliori cani italiani. Molto difficile dunque\u00a0&#8220;mettere in fila&#8221; le tante classi, proprio perch\u00e9 il livello qualitativo fra i vari soggetti era davvero molto vicino. Ho dovuto quindi &#8220;spaccare il capello in quattro&#8221; per evidenziare i valori in campo e le sfumature morfologiche da soggetto a soggetto. A differenza del Cane di San Bernardo (che \u00e8, come dicevo, molto danneggiato\u00a0dalla presenza nel mondo di ben 3 Standard), il Lagotto Romagnolo (razza antichissima ma recuperata e selezionata solo negli ultimi 35\/40 anni), si \u00e9 sempre potuto avvalere di un unico standard (redatto, come noto, da mio padre), il che ha consentito fin da subito agli allevatori italiani ed esteri di lavorare in selezione avendo un comune\u00a0modello morfologico\u00a0ideale da perseguire. Ci\u00f2 ha evitato, al di l\u00e0 di alcune naturali\u00a0sfumature morfologiche, che la razza si perdesse in inutili e controproducenti deviazioni dal tipo fondamentale.\u00a0Assai importante\u00a0poi che il Club Italiano Lagotto &#8220;Quintino Toschi&#8221;\u00a0abbia fin da subito inteso portare avanti il recupero di questa antica ed affascinante razza italiana, frutto della cultura e della tradizione rurale della Romagna, senza scindere la morfologia dal lavoro. In armonia con quanto diceva mio padre: &#8220;nessun cane pu\u00f2 definirsi da esposizione se non \u00e8 in grado di svolgere un lavoro&#8221;. I miei campioni mondiali della razza del WDS 2015\u00a0non sfuggono di certo a questo &#8220;ferreo&#8221; postulato. Fra i maschi il vincitore assoluto (poi anche BOB) riassume in s\u00e9, a mio parere, ci\u00f2 che noi da sempre ricerchiamo nel Lagotto: grande tipo, rusticit\u00e0 dell&#8217;insieme senza eccessi, struttura forte, armonia fra le varie regioni anatomiche, eccellenti rapporti testa-tronco-arti, costruzione impeccabile con tronco ben raccolto, testa di grandissimo rilievo per l&#8217;insieme cranio-muso, la forma, la posizione, l&#8217;espressione\u00a0dell&#8217;occhio, l&#8217;ideale ampiezza del cranio e del tartufo, il substrato scheletrico dell&#8217;insieme cranio-facciale, il\u00a0corretto mantello con arricciatura omogenea su ogni parte del corpo, l&#8217;ottimo movimento sia di fronte che di fianco. Peccato davvero che nel raggruppamento 8\u00a0sia stato totalmente ignorato, selezionando peraltro\u00a0dei BOB di\u00a0razze\u00a0spagnole e portoghesi presenti in numero ridottissimo rispetto ai lagotti\u00a0e certamente non di identico o migliore valore morfologico in rapporto alla loro stessa razza. Lo stesso dicasi, purtroppo,\u00a0per il raggruppamento delle Razze Italiane.\u00a0Peccato davvero\u00a0perch\u00e9 il\u00a0Best in Show finale della Mondiale (straordinari ed indimenticabili lo spettacolo e la coreografia del ring d&#8217;onore, forse i pi\u00f9 belli mai visti in un&#8217;esposizione canina mondiale)) avrebbe avuto bisogno di un rappresentante di una razza italiana davvero all&#8217;altezza di portare a casa un grande risultato. E noi lagottisti ce l&#8217;avevamo!<\/div>\n<div>Continuando sui cani non posso dimenticare la bellissima femmina che ho scelto come campionessa mondiale (e poi BOS finale): anche in questo caso una coniugazione vincente fra corretta morfologia, tipo rustico da lavoro ma senza eccessi, struttura, costruzione, testa tipicissima con magnifici occhi e un incredibile movimento fluido con grande spinta del posteriore. Davvero una sintesi di ci\u00f2 che noi ricerchiamo in un &#8220;cane da lavoro abbellito&#8221; come dovrebbe essere sempre il nostro Lagotto.\u00a0In quasi tutte le classi adulte (maschi e femmine, intermedia, libera e campioni) sono stati prevalenti gli eccellenti e, in genere, tutti e quattro i primi classificati di ogni classe erano meritevoli del titolo gi\u00e0 acquisito o futuribile di campione. Tantissimi come numero i giovani (maschi ma soprattutto femmine, con alcuni soggetti di alta qualit\u00e0, in un contesto morfologico per\u00f2 meno esaltante degli adulti). Di ottima qualit\u00e0 per tipo, costruzione, rapporti testa-tronco-arti e soprattutto impeccabile movimento con forte spinta del posteriore, la femmina campionessa mondiale giovane (poi anche BIS fra i giovani). Una cagna di grande avvenire con molta &#8220;stoffa&#8221; e classe\u00a0che dovr\u00e0 per\u00f2 irrobustirsi con il completamento morfologico.<\/div>\n<div>Una mondiale canina tutta italiana che rester\u00e0 negli annali della cinofilia mondiale di tutti i tempi e alla quale ognuno dei cosiddetti &#8220;veri cinofili&#8221; avrebbe dovuto prendere parte, se non altro come spettatore. Mai come in questa circostanza infatti chi \u00e8 restato a casa ha avuto torto (fermo restando il rispetto sempre dovuto\u00a0agli impegni di ciascuno, le distanze chilometriche e i costi). Ma se pensiamo che la seconda nazione come numero di cani iscritti al WDS 2015 \u00e8 stata la Russia (teatro fra l&#8217;altro di una terribile tragedia di alcuni espositori e cani scomparsi in un tragico\u00a0incidente stradale\u00a0durante il viaggio per venire in Italia), ci\u00f2 non depone di certo\u00a0a favore di quegli italiani,\u00a0allevatori, soci ed anche dirigenti\u00a0sia del Club del San Bernardo che di quello del Lagotto (come peraltro di altri club)\u00a0che hanno completamente disertato l&#8217;evento, astenendosi dal venire &#8220;a dare una mano&#8221; (oltre modo gradita) per la creazione,\u00a0l&#8217;allestimento, la gestione e lo smontaggio degli stand. E l&#8217;organizzazione, in definitiva,\u00a0della &#8220;nostra&#8221; mondiale.\u00a0O almeno di dare\u00a0un piccolo contributo personale\u00a0attraverso una semplice presenza anche solo come spettatori. Costoro hanno perso un&#8217;irripetibile occasione per dimostrare il loro attaccamento alla razza\u00a0(prima di tutto) e poi, se vogliamo, anche ai due sodalizi (per chi ne \u00e8 socio). Non resta che prenderne atto, soprattutto per il prossimo futuro. Mai come ora si potr\u00e0 dire infatti\u00a0che &#8220;tutti sono utili, nessuno \u00e8 davvero indispensabile&#8221;.<\/div>\n<div>Desidero per\u00f2 chiudere queste note sulla Mondiale di Milano (indubbiamente pi\u00f9 positive che negative)\u00a0coi ringraziamenti pi\u00f9 sentiti a tutti coloro (e sono stati comunque molti)\u00a0che, al contrario di altri, hanno creduto nella bont\u00e0 dei nostri intendimenti, ci hanno sostenuto, consigliato, aiutato,\u00a0dando davvero l&#8217;anima per il miglior esito delle nostre &#8220;due mondiali nella mondiale&#8221;. Si tratta di persone che hanno fatto ogni giorno la strada andata e ritorno da centinaia di km. di distanza pur di essere presenti nei nostri due stand, si tratta di persone che, senza alcun incitamento ed in modo del tutto spontaneo, scevro da inutili personalismi o reconditi interessi, hanno contribuito con uno sforzo davvero encomiabile a mettere i loro, i &#8220;nostri&#8221; club, nella condizione di eccellere su tutti gli altri sodalizi dell&#8217;ENCI. Si tratta di persone, loro s\u00ec,\u00a0straordinarie che, oltre a &#8220;mettersi le mani in tasca&#8221; per aiutare i club se le sono anche &#8220;rimboccate&#8221;,\u00a0prestandosi e fare di tutto,\u00a0facchinaggio, trasporti, telefonate su telefonate, anche i lavori pi\u00f9 umili e che danno meno immagine, contributi di idee, consigli, fino alla realizzazione manuale di manufatti da inserire negli stand. E come non ricordare gli amici artisti della pittura (il maestro Paolo Onestini in primis), dell&#8217;artigianato, della grafica computerizzata (l&#8217;amico di sempre Davide Drei di Phot\u00f2 Ravenna)\u00a0e della stampa (le due riviste, come i fondali, realizzate a tempo di record e\u00a0in edizione speciale sul Lagotto e sul San Bernardo dal lagottista\u00a0Gianni Pedrazzini del Centroffset, sono state distribuite a tutti coloro che hanno visitato\u00a0i nostri stand\u00a0e consegnate agli organi direttivi dell&#8217;ENCI, della FCI e dei principali Kennel Club mondiali presenti a Milano). Le loro prestazioni professionali quasi &#8220;eroiche&#8221; per qualit\u00e0 intrinseca e velocit\u00e0 di esecuzione, ci hanno consentito di presentarci al mondo cinofilo\u00a0nel modo pi\u00f9 spettacolare ed indimenticabile. Un grazie di cuore, infine, agli sponsor tecnici, come gli artisti dei vanghetti da tartufo,\u00a0che hanno arricchito lo stand del Lagotto con le loro belle realizzazioni.<\/div>\n<div>Grazie, GRAZIE davvero a Voi tutti, cari amici sambernardisti e lagottisti. Una volta tanto mi piace accomunarvi\u00a0 in un unico, ideale abbraccio riconoscente.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>ALLA PROSSIMA MONDIALE IN ITALIA. CHISSA&#8217;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Giovanni Morsiani<\/div>\n<div>Il Vostro presidente<\/div>\n<div><\/div>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lagottoromagnolo.org\/?page_id=74\">&gt;Indietro<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&gt;Indietro Mentre gli echi\u00a0di quella\u00a0straordinaria &#8220;kermesse&#8221; che \u00e8 stata la Mondiale Canina di Milano 2015, non si sono ancora\u00a0spenti, mi guardo indietro, non senza un po&#8217; di nostalgia e ne approfitto per fare alcune considerazioni &#8220;a caldo&#8221;. Nelle quali, &#8220;una <span class=\"excerpt-dots\">&hellip;<\/span> <a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.lagottoromagnolo.org\/?p=1106\"><span class=\"more-msg\">Continua a leggere &rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-1106","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-bellezza"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.lagottoromagnolo.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1106","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.lagottoromagnolo.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.lagottoromagnolo.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.lagottoromagnolo.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.lagottoromagnolo.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1106"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.lagottoromagnolo.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1106\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1107,"href":"http:\/\/www.lagottoromagnolo.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1106\/revisions\/1107"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.lagottoromagnolo.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1106"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.lagottoromagnolo.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1106"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.lagottoromagnolo.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1106"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}